Archivi per la categoria ‘Non classificato’
Lapide ad ignominia
Sabato, 25 Aprile 2009Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA
Piero Calamandrei
Sabato, 25 Aprile 2009
and you feel the spiral turning for you alone and you feel so heavy that you just can't stop it when you see your madness turns you into stone a picture of your life she's like a rocket all the time could be if you're crazy it's alright i see you moving in and out of sight my friends tell you it'll all come through yes from nowhere to nowhere come together come through have i lived now with a mote inside my eye and i can't see you breathing as before i am airless, a vacuum child and i can't stand to reason at your door in this time could be if you're crazy it's alright i've seen you moving in and out of sight my friends tell me it'll all come through yes from nowhere to nowhere come together i'm down in the daytime out of sight coming in from dreamland i'm on fire i can see it's all been here before dream a dream that lies right at your door when the seasons circle sideway without a turn and words don't speak just fall across the carpet you're just in time to watch the fire burn it seems a crime that you face it like you love it all the time
Disordine
Giovedì, 23 Aprile 2009Una guida che ti prenda per mano: è ciò che servirebbe quando attorno - e soprattutto dentro - vedi una devastazione senza speranza, nonostante tutto sia apparentemente normale.
Come schizofrenici avvinghiati dai farmaci ci si muove in un mondo che ci vede socialmente utili, socialmente integrati, socialmente attivi; eppure molte voragini restano invisibili, interiori, senza voce, libere dal mercimonio dei sentimenti. Guardare al peggio non aiuta: a Dio non chiederei di una vita che ho vissuto e che non ho capito. Chiederei soltanto perché ha deciso di sommergere l’uomo col dolore in maniera così ingiusta, così sadica, così poco uniformemente distribuita. Spero che Dio abbia una buona giustificazione, perché quelle che danno gli uomini che parlano al posto suo mi convincono davvero poco.
Grazie lo stesso
Giovedì, 16 Aprile 2009Gli striscioni in tangenziale dicevano: Tutti allo stadio. Per motivi che si perdono nella mia infanzia in Veneto non potevo non esserci, stasera. L’amarezza degli spalti ammutoliti è stata cancellata quando tutti gli spettatori si sono alzati al fischio finale per applaudire gli sconfitti, compreso il donnone che cristonava accanto a me fino a un attimo prima. Grazie lo stesso, perché non è importante l’esserci riusciti, ma l’averci voluto credere.
Inquietudini
Lunedì, 6 Aprile 2009Domenica il tempo era un po’ matto. Ce ne siamo andati dal mercatino dell’antiquariato di Villa Manin al comparire di un violento scroscio di pioggia, sotto un cielo inquietante. Poco prima di andarcene Diènimol ha puntato il dito tra cielo e terra verso l’unico scorcio di sereno che si intravvedeva, dicendo “E’ là che dobbiamo andare”. Guardavo il prato e pensavo che era stato calpestato da nobili e re, oltre che da Morrissey, Bjork, Lou Reed, i R.E.M. e tanti altri che non ricordo, o che non vale la pena nominare.
Il Tagliamento è un fiume assurdo, unico come tutti gli altri. Diènimol, contemporaneamente affascinato e smarrito, rimugina su come questo fiume ridefinisca continuamente il proprio territorio, ricorda luoghi perduti in cui ha passato momenti di pace e divertimento, parla di una grossa pozza di acqua limpida con un trampolino naturale da cui tuffarsi; cose che non esistono più perché il fiume se l’è portate via nelle sue mille bizzarrie. Dove si vede l’acqua normalmente esiste solo una distesa sassosa e gli argini non abbracciano soltanto il letto ma anche campi e boschi. Nulla è certo, qui, nulla è stabile. La settimana prossima al posto dell’acqua ci saranno soltanto ciottoli e rami spezzati. Qui, ma non ora.
E non importa quanto deserto possa sembrare il luogo in cui ti trovi, in Friuli quasi ovunque si troveranno tracce di una presenza umana: elettrodotti, casolari isolati, o segni nel cielo.
Qualche giorno fa ho letto Il collezionista di Kondrotas perché mi ricordavo di una vecchia trasmissione televisiva in cui Baricco ne parlava molto bene, con piena ragione. E’ un racconto meraviglioso che parla della magia delle cose di ogni giorno, come un tramonto. Mi è venuta voglia di collezionarne uno, da dilettante. Il sole all’orizzonte mi ricorda la Morte Nera di Guerre Stellari, solo che in questo caso è una Morte Rossa.
Infine la mia più grande inquietudine. La foto che segue è un pensiero che perseguita, una di quelle cose che mi perdo ad osservare perché ricorda un momento, una visione. Non è venuta bene ma non posso pretendere troppo né da me né dalla mia macchinetta. Ti fermi, scatti tre o quattro foto tra le nubi che passano, guardi il risultato e vorresti essere meglio, e avere di meglio tra le mani, e continui ad osservare, affascinato da qualcosa di sconosciuto. Diènimol guarda e dice che è molto bella, ma non l’ha ancora vista nella sua dimensione originale, dove risaltano tutti i limiti tecnici. Anche per me è molto bella, pure con tutti i suoi difetti, e già penso al mattino seguente, quando scaricherò le foto e inizierò a smadonnarci sopra. Poi quando collego la macchina al computer vedo che la foto è peggio di quel che penso. Ripenso alla scheda a corto di memoria, alle foto che ho cancellato per avere quei rami, quelle nuvole, quella luna; non so perché, ma quei rami, quelle nuvole e quella luna sono importanti. Oggi ne scopro il motivo, ed è come se io mi sentissi guidato da una mano invisibile.
Five Cents of Bad Karma
Giovedì, 2 Aprile 2009Dove lavoro il karma si misura alla macchinetta del caffè. C’è chi prende un caffè e non ha i soldi giusti, e lascia qualche centesimo in più. I soldi che lasciano gli altri non li prendo mai perché sarebbe cattivo karma. I soldi in più che lascio non li ritrovo mai. Misurare la miseria umana nelle piccole cose è quasi divertente. Non è un grosso sacrificio e ti insegna qualcosa sul vivere civile, anche se il karma non dovesse esistere. Ma adesso mi vien da sospettare che esista e che chieda un conto salatissimo a chi è in debito.
Sarebbe bello poter fare una cronaca degli ultimi giorni ma proprio non posso. E’ un periodo difficile, con alcuni problemi non facilmente risolvibili che rendono l’atmosfera di certi luoghi particolarmente pesante, almeno per me. La prenderò alla larga perché non posso né voglio parlare pubblicamente di certi episodi da cui voglio, più di tutto, stare fuori: magari ne parlerò in futuro, quando tutto sarà tranquillo, o risolto. O quando sarò distante, anche mentalmente.
Non posso comunque fare a meno di avere la fastidiosa impressione che nonostante tutti i tentativi che posso fare per non farmi coinvolgere in qualcosa che non mi riguarda e di cui dichiaratamente non voglio sapere nulla, ebbene, ci sarà sempre qualcuno che tenterà stupidamente di tirarmi dentro contro il suo stesso interesse, perché a volte si scambia la buona disposizione d’animo per una forma di coglionaggine, e il silenzio circospetto per complicità. Fortunatamente non si tratta né di amici né di parenti, perché di fronte a certe cose il mio fastidio diventerebbe ferocia.
(E no, qui non riesco proprio ad affrontare queste cose con il senso dell’umorismo che mi viene riconosciuto altrove, e le battute memorabili resteranno confinate nelle pieghe della memoria, che terrà traccia di certe conversazioni.)
“Cerca un prato.”
Lunedì, 23 Marzo 2009Il Vero Io
Mercoledì, 18 Marzo 2009Il vero io è quello che tu sei, non quello che gli altri hanno fatto di te.
Paulo Coelho
(e posso anche non amare gli aforismi, che si possono controbattere con altrettanti aforismi. E posso anche non amare Paulo Coelho, ma esiste un obbligo nei confronti di sè stessi, della propria presunta integrità. Se così non fosse dovremmo ritenere di non essere protagonisti della nostra vita, ostaggi della volontà altrui o di qualche potere invisibile e immanente che ci trascina come il vento. Decidere per sè stessi senza decidere per gli altri è sempre stato un lusso costoso, difficile da gestire, sin dalla notte dei tempi. Richiede coraggio, a volte addirittura l’incoscienza dell’amore senza condizioni. Soprattutto, richiede rispetto per sè stessi e per gli altri. Per non essere, quando possibile, prigionieri.)
Alè Udin (un post pieno di speranza)
Venerdì, 13 Marzo 2009Visto che le grandi squadre italiane non partecipano al banchetto e si mettono a dieta dobbiamo accontentarci di un sapido Sanpietroburger, sperando di mangiarne qualcun altro.
Oppure:
Esprimo viva soddisfazione per questo poducente risultato raggiunto con solida determinazione dalla compagine friulana, sperando che la medesima non abbia a subire intralcio alcuno nella sua rincorsa ad un traguardo sinora mai raggiunto nella propria ultracentennale storia.
Oppure:
Non potrò essere da quelle parti al ritorno, e non sarebbe stato male. Speriamo di vederci a Giugno.





